L'evoluzione delle tecnologie e il sorgere dei nuovi problemi connessi lascia facilmente in ombra gli anni più visionari dell'informatica, in cui l'emergente nuova tecnologia dava spazio a sperimentazioni e a progetti in cui al posto centrale vi era lo sviluppo umano: l'informatica era pensata anzitutto come la possibilità di incoraggiare e moltiplicare nella società le capacità umane. Il valore umanistico dell'informatica immaginato in quegli anni mantiene un valore di proposta e stimolo pure nel completamente differente contesto odierno? Questa ipotesi sarà esaminata confrontando alcuni dibattiti contemporanei con l'opera di due pionieri: Ted Nelson, che immaginò l'informatica come il luogo di «macchine da sogno» per la creatività umana, e Seymour Papert, che pensò e sperimentò la nascente intelligenza artificiale a servizio di una nuova politica pedagogica. Fonte: GOMP